Tuning più libero, l’Italia (forse) s’è desta!

18 luglio 2019
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Al vaglio del Senato la riforma del Codice della Strada. Novità anche sul tuning: una norma in particolare infiamma il cuore degli amanti delle elaborazioni, che potrebbero godere finalmente, dopo anni di restrizioni, di maggiore libertà.

L’Italia (forse) s’è desta: per anni, nel Bel Paese, gli amanti del tuning si sono ritrovati faccia a faccia con leggi che limitavano fortemente la loro creatività e la loro inventiva, in nome della sicurezza. In Germania, da sempre culla delle elaborazioni, ogni modifica meccanica od estetica è lecita, una volta omologata dal temutissimo TUV, ufficio di collaudo tedesco. Non è un caso che molte vetture italiane abbiano spesso intrapreso negli ultimi anni lunghi viaggi, sospinte dalla passione dei proprietari, con l’obiettivo di omologare i numerosi interventi subiti. Era il TUV d’oltralpe a rilasciare infatti la Scheda Tecnica (Technisches Datenblatt) o il Certificato di Omologazione Comunitaria (COC) in originale, documenti fondamentali per la circolazione. Una volta tornate in Italia, necessitavano poi di ulteriori autorizzazioni ed eventualmente di un secondo collaudo presso la Motorizzazione con visita e prova.

Ora questo lungo iter che comporta sacrifici (in termini economici e di tempo) sarà forse evitabile: in Senato si sta discutendo infatti della riforma del Codice della Strada, già approvata da Commissione Trasporti e Camera. Tra le tante modifiche, una in particolare infiamma il cuore degli appassionati del nostro settore, vale a dire quella che prometterebbe maggior libertà di personalizzazione. Se tale norma fosse approvata, per tutti noi sarebbe festa grande: chi apporta cambiamenti alle proprie vetture, potrebbe infatti finalmente viaggiare in regola con la legge grazie ad una regolamentazione finalmente chiara ed esaustiva. Il Ministero delle Infrastrutture potrà infatti stabilire, tramite proprio decreto, “le tipologie di modifica alle caratteristiche costruttive e funzionali, per le quali la visita e la prova non sono richieste”. Si allargherebbero così le maglie, per un tuning che diverrebbe dopo anni di restrizioni, una volta per tutte più libero.

 

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