Nuova BMW Serie 1: at… trazione fatale!

9 giugno 2019
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A quasi cinque anni di distanza dalla nascita dell’ultima versione, cambia tutto. Lo sappiamo, il vostro primo pensiero non appena si cita la nuova BMW Serie 1 si focalizza su una sola cosa: la trazione anteriore. Ahi, che dolore! Vi capiamo. Ma ripartendo da dove abbiamo iniziato, BMW ci ha messo appunto cinque anni per sviluppare questa bambina. Ecco perché, a nostro parere, non rimarremo delusi.

La Serie 1 cambia volto, cambia atteggiamento, predisposizione. BMW è stata per anni e anni  la regina tedesca della trazione posteriore, in nome di quel piacere di guida che ha sempre caratterizzato i modelli bavaresi (seppur in maniera diversa, lo è ancora) e la Serie 1, nel suo piccolo, era speciale. Si differenziava (soprattutto) da Audi A3 e Mercedes-Benz Classe A, perché la spinta veniva da dietro. E ciò, unito ad una buona base di coppia, regalava emozioni. Ma le cose cambiano, e i tempi cambiano.

La trazione anteriore ha preso il sopravvento anche sulla Serie 1, gettando nello sconforto puristi e appassionati. Gli uomini della casa tedesca però rassicurano: vi divertirete. E noi, che siamo ottimisti e fiduciosi per natura, vogliamo credergli. Perché quando lavori ad un progetto (il cosiddetto FAAR) per lunghi cinque anni, vuol dire che vuoi far le cose in grande. E difficilmente rimarremo delusi: la linea è particolare, la bellezza è soggettiva, può piacere come non piacere. A noi piace.

Tante le motorizzazioni: la più pepata è certamente la M135i xDrive, che vanterà 306 CV e 450 Nm, il tutto abbinato alla trasmissione Steptronic otto marce Sport (di serie). Disponibile ovviamente il Launch Control. Sulla nuova Serie 1 arrivano poi diavolerie dalla flotta elettrica, come ad esempio l’ARB, che gestisce l’erogazione della potenza sulle ruote anteriori.

Grazie al controller del pattinamento delle ruote inserito nella centralina motore (e non in quella DSC), è possibile poi rilevare tre volte più in fretta l’informazione del pattinamento e operare per limitarlo dieci volte più rapidamente, il che è particolarmente significativo per quanto riguarda il fronte sicurezza. Insomma, le premesse per una vettura agile e sicura ci sono tutte, nonostante l’addio alla trazione posteriore. Non ci resta che provarla in pista, per confermare… o ribaltare le nostre sensazioni, direbbe qualcuno.

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