Ferrari, riscatto in Ungheria?

Il layout dell’Hungaroring dovrebbe sposarsi con le caratteristiche della SF70-H. Vettel riuscirà a conservare la leadership della classifica piloti?

Silverstone ha consegnato a tutti gli appassionati di F1 un mondiale più aperto che mai: tre piloti racchiusi in appena ventiquattro punti, agonismo crescente e tanta voglia di far bene, specialmente in casa Ferrari. La Scuderia di Maranello è reduce dal week-end più complicato di questo campionato e deve necessariamente riscattarsi in occasione del Gran Premio d’Ungheria, in una pista che dovrebbe favorire le caratteristiche tecniche (passo corto ed ottima trazione in primis) della Ferrari a causa di innumerevoli curve di lenta e media velocità, pane per i denti della SF70-H (Montecarlo ne è stata la più importante dimostrazione).

Il layout dell’Hungaroring è infatti completamente diverso da quello del circuito di Silverstone, che ha decisamente esaltato gli innumerevoli pregi della Mercedes W-08 di Lewis Hamilton (ora agganciato a Sebastian Vettel nella generale) e di Valtteri Bottas, con quest’ultimo inaspettatamente in lotta per il titolo. Il passo lungo delle monoposto di Stoccarda si è trovato a proprio agio tra i curvoni veloci della pista britannica ed ha permesso di guadagnare punti pesanti sia per quanto riguardo il mondiale piloti che per quello costruttori, ora in pugno delle frecce d’argento.

Ma l’Ungheria potrebbe seriamente permettere a Sebastian Vettel, che con la Ferrari qui ha già vinto nel 2015 con la SF15-T, di conservare la leadership e di godersi le vacanze della consueta pausa estiva nel migliore dei modi. Serviranno comunque prestazioni di assoluto livello da entrambi i piloti della rossa, vista la smagliante forma di Mercedes, ora più agguerrita che mai. Se l’epilogo finale dovesse essere lo stesso di Silverstone saranno dolori e, come da otto/nove anni a questa parte, si griderà al mancato sviluppo della macchina, vero e proprio tallone d’Achille del team più vincente della storia della F1.

Sono tanti i motivi per cui vale la pena non perdersi il prossimo Gran Premio d’Ungheria, tappa fondamentale di un campionato mai così avvincente.