FAST BUNNY

23 ottobre 2015
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E’ una delle pochissime al mondo a portare il celebre kit  Rocket Bunny al debutto. Grazie ai particolari custom dedicati, agli inediti cerchi Work Emotion CR2P e a una meccanica completamente rivista e anabolizzata, questa Mazda RX7 FD3S è più unica che rara!

Nei giorni del SEMA 2014, lo scorso novembre, tutta la car community mondiale è stata messa in subbuglio dalla presentazione di quella che era una delle novità più attese, ovvero il kit widebody Rocket Bunny per la Mazda RX-7 FD3S. Prendete un designer con una vaga aurea di mito come Kei Miura, aggiungete un’auto ancora sensualissima nelle linee a oltre vent’anni dalla messa in commercio come la RX-7 e mixate il tutto con un bel widebody kit: ecco una stupenda RX-7 Rocket Bunny.

DUE MESI
La storia di questa build è molto breve, ma decisamente intensa: “abbiamo acquistato la vettura circa due mesi prima del SEMA, ed abbiamo impiegato circa tre settimane a raccogliere i pezzi necessari. Tutto il lavoro che vedi è stato completato in meno di cinque settimane”. Già bastano queste parole del proprietario e preparatore Mark Chin per capire che siamo di fronte a qualcosa di molto speciale, perché nonostante il poco tempo nulla e davvero nulla è stato lasciato al caso. La star di tutta l’elaborazione è ovviamente il kit wide body completo disegnato da un Miura-san in evidente stato di grazia, che ha realizzato una delle sue migliori creazioni di sempre. Le linee sinuose della RX-7 si sposano alla perfezione con gli allargamenti, che aggiungono tanta possenza alla figura snella della coupè giapponese, senza tuttavia appesantirla. L’insieme è molto armonico, e le linee morbide e affusolate del nuovo paraurti anteriore, delle minigonne e dei passaruota sono la naturale continuazione stilistica di quelle originali. Al posteriore lo spoiler quasi verticale spezza l’armonia, dando un piacevole tocco spigoloso all’insieme, aiutato dalle linee decise del diffusore. Il corpo vettura risulta ben schiacciato a terra e il fitting delle ruote è assolutamente perfetto: il segreto è l’assetto ad aria AirREX, che ha permesso di annegare alla perfezione i grossi cerchi nei muscolosi passaruota. Proprio questo aspetto è stato il più difficile da mettere a punto, e ha richiesto molto lavoro congiunto tra Mark e Work Wheels per ottenere la perfezione nel fitment delle ruote, totalmente inedite: i nuovi Work Emotion CR2P hanno debuttato al SEMA proprio su quest’auto, e aggiungono una notevole aggressività grazie alle grandi dimensioni e all’offset decisamente spinto. Caratteristica distintiva di questa RX7 sono anche le luci custom anteriori e posteriori certamente, ma soprattutto gli specchietti retrovisori EVO R montati sui passaruota, omaggio alle vetture classiche.

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Il piccolo “13B” eroga 525 cv e la lancetta del contagiri arriva fino a 9000rpm

LOW MAX
L’interno della RX7 è dominato dai sedili Bride di color rosso accoppiati a cinture di sicurezza a sei punti Sabelt: pur essendo di modelli differenti (per permettere una maggiore regolabilità al guidatore), i sedili sono stati scelti per avere la seduta più bassa possibile, a tutto vantaggio della comunicatività del telaio. In contrasto al rosso della selleria arriva il nero del carbonio, utilizzato a profusione nell’abitacolo: il volante a sgancio rapido Sabelt domina un portastrumenti custom realizzato da EVO R in fibra di carbonio al pari dei pannelli porta custom e della consolle centrale, che ospita anche numerosi strumenti aggiuntivi per tenere sotto controllo i parametri vitali del motore, tra cui spicca il boost controller Turbosmart Eboost2. Una menzione a parte va al bellissimo pomello del cambio in titanio, che con le sue striature blu appare come una piccola perla luccicante nel piccolo abitacolo della coupè giapponese.

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ROTARY
La parte probabilmente più strabiliante dell’auto è la meccanica, che è stata profondamente rivista da SpeedTek. Il motore birotore 13B è stato ricostruito completamente, sottoposto a porting per migliorarne la fluidodinamica ed ora viene sovralimentato tramite una turbina Garrett GT3582R tarata a 28 psi, capace di far erogare al piccolo 1308 cc ben 525 CV all’impressionante velocità di rotazione di 8000 rpm! L’aria raffreddata dall’intercooler GReddy viene convogliata in un collettore Xcessive, che provvede a fornirla ai velocissimi rotori. Per tenere a bada la sete del motore, alimentato a E85, Mark ha optato per l’utilizzo di ben quattro iniettori da 1000 cc della Injector Dynamics, riforniti a loro volta da un coppia di pompe Bosch 044. Mentre la pressione di sovralimentazione è tenuta sotto controllo dalle due wastegate, dalle due BOV e dal boost controller della Turbosmart. Tutti i parametri di gestione del motore sono elaborati dalla elettronica Power FC della A’Pexi, uno dei modelli più conosciuti e famosi di elettroniche in ambito import. La potenza viene inviata alle enormi ruote posteriori da 305 di sezione attraverso una frizione ACT 6 Puck, espressamente progettata per motori ad alta potenza. La FD3S è un’auto leggera, ma Mark ha adeguato anche l’impianto frenante alle nuove prestazioni, usando dischi e pinze Brembo all’anteriore, accoppiati a nuove tubazioni. Tutto questo è stato realizzato in sole cinque settimane, ma “ora voglio installare un turbo più grande, una nuova strumentazione digitale rivedere il vano motore”: e allora buon lavoro Mark!

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L’articolo completo è sul numero 68 di Tuning Generation

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