Honda NSX Simoni Racing

Honda NSX Time Attack by Simoni Racing

8 gennaio 2017
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Un mostro sacro sotto i ferri, l’Honda NSX, trasformato da Simoni Racing in auto da corsa da 365 CV e circa 1.000 kg di peso per combattere nel Time Attack

Ci sono macchine dalle quali bisognerebbe tenere giù le manacce. Ci sono auto, come la Honda NSX, che sono vere e proprie opere d’arte su ruote scolpite nell’alluminio. Andare a modificare, a rivedere la sua linea è una bestemmia al solo pensiero. Però c’è un però.

Honda NSX Simoni Racing

Se però il tuo obiettivo è partecipare al Time Attack Italia e, perché no, vincerlo anche, è giusto che tu lo faccia con tutto lo stile che il portafogli e il buon senso ti permettono. Se poi, oltre ad essere i più veloci in pista, si è anche i più tamarri e fotografati dei box… tanto meglio. A questo punto la scelta della NSX non appare più una bestemmia, anzi. Utilizzare questa macchina, stravolgerla, renderla come la vedete in questo articolo è un vero e proprio schiaffo morale ai collezionisti, agli amatori, ai puristi e ai perbenisti dell’automobile.
Dio, dimmi perchè!
Se a vedere questa NSX e come è stata modificata vi hanno sanguinato gli occhi, aspettate un attimo, non giudicate con troppa fretta. Il marketing è importante, ed è altrettanto importante investirci sopra. Se mai avrete una vostra attività lo scoprirete a vostre spese.

Honda NSX Simoni Racing

Ecco quindi che Simoni Racing (proprietari ed artefici di questo mezzo), con l’intento di dare nuova luce e linfa al loro storico marchio, hanno sfruttato l’occasione per creare una vera e propria operazione di marketing su 4 ruote partendo da una NSX, sicuri che avrebbero fatto parlare di sè. Un po’ come suggeriva il buon Oscar Wilde: “bene o male, l’importante è che se ne parli”. E come potrete vedere dalle immagini, partendo da una NSX completamente di serie, ci sono sicuramente riusciti.

Honda NSX Simoni Racing

Honda NSX Simoni Racing

Una delle auto più tecnologiche e dal progetto più avanzato degli anni ’90 è stata letteralmente smontata eliminando tutto il superfluo. Ad un certo punto dei lavori sembrava anzi un pick up di quelli australiani, un UTE. L’intera carrozzeria originale in alluminio è stata sostituita da un bodykit completo in vetroresina della Rocket Bunny (dal prezzo impronunciabile) e dato che, come detto all’inizio, l’intento è andare in pista (e andarci forte), nemmeno i vetri sono più gli originali di mamma Honda ma sono stati sostituiti da leggerissimo lexan.

Honda NSX Simoni Racing

Il bodykit regala all’auto un aspetto minaccioso e corsaiolo come poche altre, sembra uscita direttamente da un Need For Speed. La larghezza dell’auto è spropositata e sfiora i 2 metri. Siccome il kit estetico non le comprende, le portiere sono state sostituite; marca Seibon, materiale fibra di carbonio, tiè. Per evitare indesiderati aumenti di peso, la carrozzeria – invece che essere verniciata – è stata wrappata con una pellicola chiamata Frozen Chrome che sembra alluminio spazzolato. In questo modo la sinuosità dei passaruota e dell’auto è accentuata, viene voglia di leccarla.

Anche il telaio, completamente in alluminio, è stato rivisto. La lista dei componenti è infinita, bastino il rollbar completo approvato dalla FIA così come i sedili; il serbatoio della benza è stato spostato all’avantreno per un miglior bilanciamento dei pesi e l’intero assetto è stato rifatto con un kit KW Clubsport 2-way.

Honda NSX Simoni Racing

Le modifiche collaterali sono infinite ma tutte con l’intento di rendere l’auto una vera bestia da pista e di renderla il più leggera possibile. Una volta finita, l’ago della bilancia supera di poco i 1000kg, in pratica come una Panda.

Sotto la pelle

Nei primi anni ’90 i giapponesi della Honda devono essere stati colti da una crisi esistenziale e decisero di far vedere al mondo intero chi ce l’ha più lungo. Invece di comprarsi un SUV hanno messo al lavoro i loro migliori ingegneri e tecnici, magari quelli della F1 che tanto vinceva in quegli anni, ed hanno partorito quel gioiellino della NSX.

Il motore di questa auto, nome in codice C30A, è un pezzo di storia dell’automobilismo. Dotato del famoso sistema VTEC, è un sei cilindri a V da 3,0 litri. Questo propulsore è un vero e proprio esercizio di stile e fu primo di serie dotato di bielle in titanio. Questa soluzione, unitamente all’iniezione diretta di carburante e ad altre soluzioni avanzate (oggi come per l’epoca) fanno di questo motore un vero e proprio gioiello di tecnica e complessità.

Ai ragazzi di Simoni però devono piacere le sfide. Perché mettere le mani sull’estetica di una NSX è una cosa, mettere le mani sul suo prezioso cuore è un’altra.

Honda NSX Simoni Racing

Nonostante tutto l’hanno fatto, il motore è stato tirato giù e profondamente rivisto. Pur senza snaturarlo con robe tipo turbo o compressori volumetrici, si è lavorato profondamente. Sì è fatto infatti l’utilizzo di uno stroker kit che, attraverso un nuovo albero a gomiti, bielle e pistoni, innalza la cilindrata del motore da 3 a 3,5 litri mantenendo l’alesaggio originale. Anche l’intero impianto di aspirazione e scarico è stato rivisto assieme a tutti i componenti ausiliari del motore, pulegge, radiatore olio, pompa benzina ed iniettori. Tutto cambiato, tutto in versione racing, questa è roba seria.

Nonostante tutto sui social questo progetto è stato spesso criticato, ne abbiamo lette di tutti i colori. Una delle critiche più ricorrenti è stata rivolta alla preparazione del motore, da molti ritenuta “leggera” e dal risultato poco soddisfacente. Pare infatti che la potenza erogata dal motore, parliamo di circa 365CV ad oltre 8200 giri/min, non sia abbastanza, anzi sia poca. Attenzione però; questo risultato, che può sembrare “povero”, è stato ottenuto facendo uso di componentistica di prim’ordine e questi 365Cv, dal primo all’ultimo, sono dei purosangue da pista. Questa potenza, unita al peso piuma dell’intera vettura, rendono questi puledri molto più efficaci e scorbutici di quanto il semplice numero possa lasciare intendere.

Honda NSX Simoni Racing

Lo stesso rumore del motore, roco e grave, non lascia presagire nulla di buono. Al minimo è instabile, l’inerzia nel prendere giri è nulla, sembra senza volano. Sputacchia e tossisce come una vecchietta con evidenti problemi polmonari ma una volta in movimento, vinto l’attrito delle enormi gomme slick, il rumore cambia, si assesta su un rombo cupo e secco ma al contempo alto, tipico di un 6 cilindri.

Articolo a cura di RollingSteel.it

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