Garage Italia Customs e BMWi riportano in vita il Memphis Design

6 aprile 2017
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Garage Italia Customs reinterpreta carrozzeria ed interni di BMW i8 e BMW i3 celebrando il Memphis Design, massima espressione del postmodernismo milanese degli anni ottanta.

Estro, genio, innovazione, originalità: queste sono quattro caratteristiche che accomunano Garage Italia Customs a BMWi, ma non solo, sono quattro sostantivi che poco più di una trentina di anni fa contraddistinsero ciò che passò alla storia come Memphis Design, uno stile iconico postmodernista, che affondò le sue radici nell’approccio sperimentale al disegno industriale che Ettore Sottsass, il fondatore, e Michele de Lucchi, massimo esponente di tale corrente, avevano intrapreso già alla fine degli anni settanta, influenzati dalla contemporanea vicinanza ai concetti del design radicale: in quel periodo nacquero quindi dalla loro inventiva dei progetti in completa antitesi con il funzionalismo e con qualsiasi logica commerciale, che davano vita a oggetti d’arredo dalle linee audaci, caratterizzati da materiali inconsueti, pattern grafici fuori da ogni schema, colori vivaci e all’uso di forme geometriche, il tutto abbinato ad un sapiente recupero del kitsch.  Garage Italia Customs, l’azienda di successo che è figlia della creatività di un personaggio del calibro di Lapo Elkann e che realizza progetti tailor-made di automotive restyling (valorizzando la personalità unica di ogni cliente), non poteva non realizzare due progetti ispirati allo stile visionario del movimento artistico e culturale che rivoluzionò a suo tempo il mondo del design.

 

Grazie ad una rinnovata e sempre produttiva collaborazione con BMWi e grazie al sostegno del già citato precedentemente Michele de Lucchi, sono state infatti oggetto di una pregevole customizzazione una BMW i8 ed una BMWi3, due autentici capolavori, che Adrian van Hooydonk, Senior Vice President di BMW Group Design, in occasione della presentazione ufficiale (in data 4 Aprile 2017) nella meravigliosa cornice dell’Unicredit Pavilion di Milano, introduce così: “Durante gli anni ’80, il Memphis Group ha messo in discussione la rigidità formale e il funzionalismo del design in modo provocatorio e irriverente. Il movimento Memphis diventa così ben presto un simbolo del design contemporaneo. Con i suoi progetti, il Gruppo ha sfidato i dogmi esistenti, ha suscitato emozioni e ha creato oggetti di design di altissimo valore. Il BMW Group ha perseguito un approccio simile nella progettazione delle vetture BMW i, mettendo in discussione il tradizionale linguaggio del design BMW e ridisegnandole da zero. I veicoli elettrici della prima generazione erano stati sviluppati principalmente con lo scopo di attirare l’attenzione. Abbiamo inoltre adottato un nuovo approccio per quanto riguarda i materiali. Ad esempio, siamo stati il primo produttore di automobili ad utilizzare la plastica rinforzata in fibra di carbonio (CFPR, Carbon Fibre Reinforced Plastic) per la produzione industriale in serie. Ringraziamo Lapo Elkann per la creativa e stimolante cooperazione, e siamo particolarmente entusiasti che Michele De Lucchi, massimo esponente del gruppo Memphis, abbia partecipato a questo progetto insieme a Garage Italia Customs.”  

Una sorta di ritorno al futuro, quindi, perché se il Movimento Memphis Design svoltò trent’anni fa tramite una vera e propria rivoluzione nel linguaggio del design, così BMW i8 e BMW i3 stanno ora cambiando il concetto di mobilità con la loro tecnologia all’avanguardia nel settore delle auto elettriche e ibride. Rivoluzione e svolta, altri nomi che si legano alla personalità di Lapo Elkann, che ha optato per il medesimo design per la riqualificazione dell’ex stazione Agip di Piazzale Accursio (che diventerà nei prossimi mesi la nuova avveniristica sede di Garage Italia Customs in quel di Milano) e che è giustamente molto fiero di queste due nuove straordinarie vetture, come si evince dalle sue parole“Rinnovare l’unione con BMWi è un grande piacere, condividendone in prima persona la visione volta al futuro e all’innovazione tecnologica come elementi trainanti di qualsiasi progetto. Creatività, stile e innovazione sono da sempre aspetti chiave del lavoro svolto dal mio team nel campo dello studio del design e nella progettazione. Questa collaborazione mi ha anche permesso di celebrare la mia grande passione per gli artisti del gruppo Memphis, di cui da tempo ho riunito opere significative che mi circondano e ispirano nella vita quotidiana. Non posso quindi che essere orgoglioso del risultato ottenuto dal mio hub creativo. Ancora una volta, i miei designer, hanno superato qualsiasi aspettativa, riuscendo a trasferire la vera essenza del Memphis Design su queste avveniristiche oneoff.”  Queste due meravigliose automobili sono contraddistinte da linee oblique, orizzontali e verticali, pattern ipnotici, colori vibranti e da un susseguirsi di netti contrasti tra le superfici che diventano pura espressione di un sentimento di ribellione e di liberazione dalle rigidità dei canoni tradizionali del design. Avvicinandosi per poterne apprezzare al meglio i dettagli, si nota immediatamente come ogni singolo elemento sia perfettamente allineato e come le forme geometriche seguano senza sbavature le curve della carrozzeria. La realizzazione è stata estremamente meticolosa e ha richiesto oltre cinque settimane di lavorazione. Su ogni vettura sono state applicate diverse mascherature prima delle differenti fasi di verniciatura per ricreare i singoli pattern e ben otto gli strati di colore applicati sulla carrozzeria, un numero che testimonia l’elevata complessità dell’intero processo. Entrambi gli interni sono ancora una volta una chiara espressione della stessa filosofia di rottura e di sperimentazione propria del Memphis Design, che ritroviamo nella scelta di impiegare differenti materiali per i rivestimenti (tessuto tecnico, Alcantara e pelle Foglizzo), con abbinamenti cromatici in forte contrasto tra di loro. A farla da padrone sono quindi i colori accesi, dal viola all’arancione, dal giallo al verde, con pattern grafici stampati su misura. Ogni singolo elemento dell’abitacolo diventa così parte integrante di quel linguaggio artistico che sconvolse gli anni ottanta e influenzò il mondo del design e dell’arredo negli anni successivi.

 

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